Le imprese e la produzione industriale italiana dopo la crisi 28/06/2017

Come hanno reagito le imprese italiane alla crisi? Qual è la situazione attuale? Un articolo di Walter Joffrain, docente del Master in Finanza Aziendale.

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Dal 2007 ad oggi la produzione industriale italiana si è contratta del 23%, gli investimenti si sono ridotti del 21% e, complessivamente, l’industria ha subito una perdita della capacità produttiva del 14%, anche a causa di un tessuto industriale di piccole e medie imprese logorate dalla lunga crisi e non sempre in grado di essere competitive a livello internazionale.

Il protrarsi della recessione ha continuato a influire negativamente anche sulla redditività delle imprese: sulla base dei dati di contabilità nazionale, il rapporto tra margine operativo lordo e valore aggiunto ha toccato a giugno 2014 il livello minimo del 30,4% dall’avvio della serie storica nel 1995. Negli ultimi tre anni, anche grazie al massiccio intervento da parte della Banca Centrale Europea in termini di costo del denaro ai minimi storici e di disponibilità di liquidità al sistema economico correlata al Quantitative Easing, la situazione  italiana è migliorata riuscendo ad agganciare una ripresa economica che però stenta a mantenere tassi di crescita dell’1% annui.

In particolare, in presenza di un forte calo degli investimenti il fabbisogno di finanziamenti esterni è rimasto pressoché stabile attorno al 41%, mentre le tensioni finanziarie delle imprese, dovute alla bassa redditività più che al livello del debito, si riflettono nelle difficoltà di rimborso dei crediti bancari e commerciali. Sono presenti, inoltre, molteplici fattori di debolezza delle imprese, con particolare riguardo alla pressione fiscale, al rispetto dei contratti, ai tempi per l’ottenimento di permessi e al costo del lavoro per unità di prodotto dell’Italia in confronto ai maggiori partner.

Tra il 2009 e il 2014, le imprese manifatturiere operanti in 55 tra i più rilevanti e consolidati distretti produttivi storici hanno registrato una flessione del 3,8% e per sopravvivere alla crisi e uscire dalla stagnazione hanno iniziato ad investire sui mercati esteri con nuovi prodotti nel 78% dei casi o con innovazioni di processo nel 75% dei casi.

La lunga recessione ha infatti favorito il ritorno a forme di impresa più solide – nel settore primario, nell’imprenditorialità artigiana, nell’internazionalizzazione mercantile che permette all’export italiano di primeggiare –  o alla nascita di nuova impresa nel settore della green economy, dell’agroalimentare sostenibile e dell’artigianato digitale. Nuovi modelli e tendenze in cui la componente femminile -di professioniste e di imprenditrici -,  gli stranieri, le realtà territoriali e l’economia di prossimità rappresentano i soggetti più attivi.

Le indicazioni sui bilanci consuntivi del 2016 mostrano che la quota di aziende con almeno 20 addetti che prevede di chiudere l’esercizio in utile è pari al 59%; tale percentuale è ancora di circa sei  punti inferiore rispetto al periodo precedente la crisi, a conferma di come la prolungata recessione abbia generato danni in gran parte irreversibili al tessuto industriale italiano.

Walter Joffrain

Docente del Master in Finanza Aziendale e Controllo di Gestione e del Master Specialistico in Finanza Aziendale. Svolge attualmente la sua attività professionale nell’ambito dell’Area Organizzazione e Business Development di uno dei principali Gruppi Bancari Italiani. Ha maturato una significativa esperienza di consulenza direzionale in una primaria società di consulenza strategica lavorando con alcune delle principali Istituzioni Finanziarie e Industriali italiane in progetti commerciali, di corporate finance, di strategia e organizzazione. In precedenza ha svolto attività di ricerca in fisica atomica e nucleare presso il CERN di Ginevra e presso il Massachusetts Institute of Technology (USA), conseguendo il Ph.D. in Fisica. Svolge attività di docenza in Master e Corsi di formazione ed è Autore di libri e di pubblicazioni su Riviste internazionali in materia economica, tecnologica e scientifica.