February 6, 2010

Escape dal Blogging. Negli USA tra i giovani il blogging e’ sorpassato

Filed under: Glocanomica, News, Silicon Valley, Storia, Tecnologia — Paolo @ 12:26 pm
E8 Album HQR

E8 Album HQR/Flickr/CCP

Blogging? E’ cosi démodé che adesso negli USA lo fanno con una certa regolarita, uno su dieci, solo gli adulti. I trentenni e su di li per intenderci. Proprio quelli dei quali negli anni sessanta—altro decennio di grandi sommovimenti epocali—tutti i giovani dicevano di dover diffidare. La notizia è stata resa nota proprio in questi giorni dal Pew Internet & American Life Project, la maggiore think-tank statunitense sulle questioni di internet e società. Secondo i ricercatori del centros studi statunitense, il blogging tra i giovani americani averebbe fatto la fine del telefono e delle poste elettroniche: ancora utile ma certamente non di moda.

Condotta su un campione di circa tremila intervistati, la ricerca del Pew ha rivelato che tra i webnauti compresi tra i 12 e i 17 anni la percentuale di quelli che mantengono un blog è scesa dal circa 30 per cento del 2006 al 14 per cento attuale, e quando si viene poi all’aggiornamento e al postaggio di commenti la percentuale di quelli che continuano a farlo si è ridotta di oltre il 70 per cento rispetto allo stesso anno. Il trend si conferma quasi identico anche tra i giovani nella fascia d’eta tra i 18 e i 29 anni. Dove le cose vanno meglio è invece tra i trentenni , dove si è registrato un—quasi—2 punti di crescita. In crescista rapida invece la percentuale tra gli adulti, gli ultraqiuarantenni pe rintenderci, che è passatta dal 7 per cento del 2007 al quasi 11 per cento attuale.
E l’abbandono del blogging non si registra solo sui siti dove viene fatto in forma lunga, Wordpress, Blogger e similari, ma anche sui siti del microblogging e dei 140 carattteri come Twitter, che sebbene registri un’impennata tra le studentesse di scuola superiore (e purtroppo i ricercatori del POew non ci dicono perché), tra i giovani dai 17 ai 29 anni registra un usaggio che arriva malappena all’8 per cento.
Ma se non bloggano cosa ci fanno sull’Internet questi giovani? Proprio in questi giorni un altro studio, questa volta della Kaiser Family Foundation, ha rilevato infatti che i teenagers statunitensi compresi tra gli 8 e i 18 anni d’età passano una media di sette ore e mezzo al giorno utilizzando media elettronici mentre oltre il 93 per cento naviga il web quotidianamente.

“I giovani utilizano i mezzi elettronici che gli fanno più comodo e che possono usare con più immediatezza , quando si viene all’espressione di sé stessi si rivolgono invece ad altri siti, e in questa fase significa sopratutto i siti del social networking”, afferma Danah Boyd, ricercatrice del Berkman Center for Internet and Society, “Vi rocordate cosa successe con AOL, che la famosa frase You’ve Got Mail era diventata un tormentone? Ci avevano fatto anche un film. Sembrava che la posta elettronica fosse diventata una cosa della quale nessuno poteva fare più a meno e che AOL ne aveva il monopolio. Oggi AOL è praticamente un dinosauro e i giovani all’e-mail preferiscono il texting o gli aggiornamenti sul loro profile sociale, e possibilmente in versione mobile, perché un numero crescente al computer non ci va quasi mai”.

La ricerca del Pew ha infatti rilevato che quasi il 75 per cento dei giovani compresi tra i 12 e I 17 anni si reca almeno una volta al giorno su un social network—nel 2005 la loro percentuale raggiungeva a stento il 50 per cento. L’inchiesta del Pew conferma inoltre anche l’affermazione della Boyd sulla mobilità degli utenti giovani, dal momento che nella fascia 18-29 i giovani accedono al social networking utilizzando esclusivamente i loro telefonini. Ma attenzione a non commettere l’errore di fare di tutte le erbe un solo fascio. C’è social networking e social networking. Anche nell’uso dei social network si sta verificando una stratificazione con i giovani—il 66 per cento—che preferiscono MySpace e gli adulti—73 per cento di quelli che fanno social networking—che invece scelgono Facebook.
Secondo Amanda Lenhart, autrice della ricerca del Pew Center, la fuga dei giovani dal blogging e da alcuni siti del social networking potrebbe essere il risultato di istanze in cui gli adulti hanno utilizzato quei mezzi per compiere grandi operazioni mediatiche di massa, come realizzate quelle per esempio da Lance Armstrong, che twittava durante l’ultimo Tour de France, e di John King. Anchor della CNN King ha invece utilizato Twitter e Facebook per coprire il recente discorso del Presidente Obama sullo stato dell’Unione.
“Proprio il tipo di attività che hanno convinto i giovani che twittare è una cosa che fanno gli adulti e le celebrità”, ha affermato la Lenhart.

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